“È assolutamente necessario approfondire il tema dell’accesso al corso di laurea in medicina e chirurgia che evidentemente neppure le Istituzioni preposte sembrano voler comprendere fino in fondo”. Lo afferma il sindacato dei medici, Cimo a seguito delle recenti affermazioni del ministro Grillo sull’argomento.

“Se abbiamo una classe medica con età media avanzata è “semplicemente” per effetto di un blocco del turnover durato oltre ogni minima decenza; perché negli ultimi 10 anni il risparmio sul costo del personale sanitario ha rappresentato il vero tesoretto per le Regioni che hanno surrogato le carenze con contratti atipici; perché, da sempre – secondo il sindacato -, l’Università ha creato un muro invalicabile sulla possibilità di istituire i cosiddetti ospedali di insegnamento, che avrebbero formato adeguatamente e in tempo utile un ricambio adeguato per qualità professionale. Vogliamo rivedere le modalità di accesso alla laurea in medicina e chirurgia? Assolutamente sì ma rivedendo forma e sostanza e non lasciando il destino di un giovane aspirante medico ad una manciata di quiz del tutto inappropriati, obsoleti e forvianti. Vogliamo discutere del reale fabbisogno di medici in Italia? Assolutamente sì ma evitiamo di illudere i 65.000 giovani, che ogni anno si cimentano con i test di accesso a medicina, che potranno un giorno diventare tutti medici con evidente esplosione, in questo caso certa ed esponenziale, della disoccupazione. Le soluzioni ci sono ma occorre avere una seria volontà e la capacità di agire una volta per tutte: nei confronti del ministero dell’Università e Ricerca, sulle modalità di accesso al corso di laurea e soprattutto sugli ospedali di insegnamento; nei confronti delle Regioni, sull’obbligo di definire il reale fabbisogno di personale; nei confronti del MEF, sull’attuale blocco automatico del turnover. In sintesi, nei confronti dei veri corporativismi che bloccano le professionalità e strozzano il Sistema Sanitario Nazionale”.