Il ministro dell’università e della ricerca, Gaetano Manfredi, ha firmato l’ordinanza che proroga al 30 aprile 2020 la data per la presentazione della domanda di ammissione alla prima sessione degli esami di Stato di abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo per l’anno 2020 (16 luglio 2020) per consentire a coloro che parteciperanno alla nuova data della seconda sessione degli esami di Stato di abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo per l’anno 2019 (fissata al 7 aprile 2020) di potersi eventualmente iscrivere alla prima sessione per l’anno 2020.

La data di scadenza della presentazione della domanda di ammissione, ora prorogata, era fissata – ai sensi dell’art. 2, co. 3, dell’ordinanza del 10 febbraio 2020 (prot. n. 90) – al 6 marzo 2020.

Cosa si prevede per i corsi per le specializzazioni mediche?

Intanto sono tanti i provvedimenti presi dal Governo dopo l’approvazione del decreto 9 marzo 2020. Dalla sospensione sono esclusi i corsi post universitari connessi con l’esercizio delle professioni sanitarie, inclusi quelli per i medici in formazione specialistica, e le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e medica. Non è sospesa l’attività di ricerca.

Si ricorda che per effetto del dpcm del 9 marzo le regole sono uguali su tutto il territorio nazionale e sono efficaci dalla data del 10 marzo e sino al 3 aprile. Non sono più previste zone rosse. Le limitazioni che erano previste nel precedente dpcm del 1° marzo (con l’istituzione di specifiche zone rosse) sono cessate. Ormai, con il dpcm del 9 marzo, le regole sono uguali per tutti. Si deve evitare di uscire di casa. Si può uscire per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni essenziali. Si deve comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato.

 

fonte: Ministero della Salute e Ministero dell’Università e della ricerca