“Come medici, condividiamo la prudenza adoperata dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, e dal Governo nell’avviare, dal 4 maggio, la fase 2. Ha ragione il Ministro quando afferma, con forza e convinzione, che il principio guida deve essere la tutela della salute, tutela che lo Stato esercita anche, per Legge, condividendone l’onere e la responsabilità con l’Ordine dei Medici”.

Questo il commento del Presidente della Federazione degli Ordini dei Medici (FNOMCeO), Filippo Anelli, al nuovo Dpcm volto a contenere il contagio da Covid-19, firmato il 26 aprile 2020 dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e sottoscritto dal Ministro della Salute Roberto Speranza.

“Dobbiamo abituarci a convivere con il Coronavirus”

“Dobbiamo abituarci, almeno sino a che non avremo disponibili farmaci di sperimentata efficacia e vaccini, a convivere con il coronavirus – spiega Anelli -. Per questo, sono necessarie, da parte di tutti i cittadini, prudenza e responsabilità, ed è indispensabile una gradualità delle riaperture, distanziando i diversi blocchi di circa due settimane, per poter monitorare l’andamento dell’epidemia. In questa fase, è poi cruciale il controllo del territorio, da attuarsi tramite la rete che abbiamo chiamato dei “medici sentinella”: gli 80mila medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, che, insieme ai 20mila specialisti ambulatoriali, interni ed esterni, sono pronti a essere impiegati nella sorveglianza per scovare, scoprire, individuare e spegnere sul nascere i nuovi focolai di Covid-19”.

“Una volta che avremo dati sufficienti per effettuare le opportune valutazioni, si potrà pensare a una maggiore flessibilità, modulata sulle diverse esigenze delle Regioni e sulla distribuzione dei nuovi contagi – continua -. In questa fase successiva, assumeranno sempre importanza il tracciamento dei contatti, i test, l’isolamento mirato; adesso, il distanziamento sociale, unito alle pratiche igieniche, è ancora la principale e più efficace misura per contenere la diffusione dell’epidemia”.

“Adesso potremo contare su Dpi garantiti, certificati e a un costo congruo”

“A questo proposito, ringraziamo il Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, per il rapido e favorevole riscontro alla nostra richiesta di avere un canale dedicato di approvvigionamento, a prezzo calmierato, dei Dispositivi individuali di protezione per i medici e gli odontoiatri liberi professionisti – aggiunge -. L’intervento di Arcuri, infatti, permetterà ai centomila liberi professionisti iscritti ai nostri Albi, dei quali 45 mila sono Odontoiatri, di poter contare su dispositivi garantiti, certificati e a un costo congruo, per la sicurezza loro, dei loro collaboratori e dei pazienti. Ottima e da più parti auspicata anche la decisione di Arcuri di porre un prezzo unico e calmierato per la vendita al pubblico delle mascherine chirurgiche, facendosi carico della differenza tra il prezzo di acquisto da parte delle farmacie e parafarmacie, in molti casi ben superiore, e quello di vendita al pubblico, che avrà il tetto massimo di 0,50 euro al netto dell’Iva. Bene, infine, il coinvolgimento di cinque grandi aziende italiane per una produzione di qualità a prezzo calmierato. Queste misure consentiranno a tutti i cittadini di dotarsi di mascherine a un prezzo equo e uguale per tutti, tutelando la loro salute e la salute di chi sta loro accanto”.

“Al Ministro e al Governo, da parte nostra, confermiamo che, ancora una volta, gli Ordini dei Medici ci sono – conclude – e continueranno ad assicurare il loro apporto, rispondendo con tutte le risorse e competenze disponibili alla chiamata in causa, in qualunque sede, sia di analisi che operativa. Insieme, tutti insieme, ce la faremo”.

Oms, “il coronavirus si comporta in maniera stabile”

 

“Dallo studio che diversi virologi stanno effettuando in tutto il mondo sulla struttura del virus possiamo concludere che fino adesso il Covid-19 si è comportato in modo abbastanza stabile e i cambiamenti che ci sono stati erano previsti”. Lo ha dichiarato Maria Van Kerkhove dell’Organizzazione mondiale della Sanità nel consueto briefing sul Covid-19.

 

Oltre 3 milioni di casi. “Siamo lontani dalla fine della pandemia”

 

Intanto il numero di casi di coronavirus nel mondo ha superato quota 3 milioni: è quanto emerge dai dati aggiornati della Johns Hopkins University. I decessi sono quasi 208.000, di cui ben oltre 55.000 negli Usa, una cifra che sfiora le vittime americane nei 20 anni della guerra in Vietnam (58.000 circa). “Siamo lontani dalla fine della pandemia. L’Oms è preoccupata dai trend in crescita, ad esempio in Africa”, ha detto il direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Ministro Speranza: “Abbiamo fatto una scelta difficile che ha salvato la vita a molte persone”

“I numeri ci dicono che l’epidemia è ancora in corso – così il ministro Roberto Speranza alla trasmissione della 7 DiMartedì del 28 aprile –  seppure ci siano segnali che ci fanno sperare: si riducono le terapie intensive, è ridotta la pressione sui pronto soccorso”.

Dal ministro l’invito ad usare ancora cautela e prudenza, perché “il nemico non è sconfitto”. Le famiglie rappresentano ancora un luogo di contagio e la situazione continua ad essere critica soprattutto per gli anziani, nelle case di riposo e nelle Residenze sanitarie assistite RSA.

“Dobbiamo mantenere un profilo di grande attenzione sia dal punto di vista sanitario sia dei comportamenti individuali”.

Le nuove norme in vigore dal 4 maggio allentano la morsa del lockdown per un paese economicamente e psicologicamente in sofferenza, ma – precisa Roberto Speranza – “il Governo non può mentire, non può nascondere che la curva è significativamente piegata, ma siamo ancora dentro l’epidemia.”

“Il messaggio della fase 2 è si riparte ma con prudenza. L’Italia ha adottato nella prima fase misure durissime, ora che l’indice del contagio è sceso possiamo iniziare ad andare verso un allentamento graduale delle misure restrittive. Alcuni paesi, che hanno riaperto, hanno registrato un nuovo incremento dei contagi e sono stati costretti a richiudere. Il Paese vuole ripartire ma dobbiamo farlo con giudizio, monitorando l’evoluzione.”

“Riattiviamo il motore produttivo del paese”

“Abbiamo scelto di ripartire dal motore produttivo del paese, perché troppi giorni di fermo avrebbero fatto pagare all’Italia un prezzo troppo alto che sarebbe ricaduto anche sui cittadini italiani in termini di costi sociali.

La logica è uno scenario complessivo, in cui si fanno passi graduali. L’indice di contagio dipende non solo dalle misure del Governo, ma anche dai comportamenti individuali; il senso di responsabilità di ciascuno, è la vera chiave per vincere la sfida.”

“Il diritto alla salute – ha ricordato Roberto Speranza – è un diritto fondamentale e per tutelarlo è stato necessario limitare le libertà personali. Abbiamo fatto una scelta difficile che ha salvato la vita a molte persone”.

 

Fonte: Oms, Federazione Ordine dei Medici, Ministero alla Salute

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