Per la sanità italiana serve un drastico cambio di rotta: “Ripartire dagli standard di personale per specialistica, per il completamento delle stabilizzazioni dei precari e per l’avvio di uno straordinario piano assunzionale che preveda anche l’allargamento delle borse di specializzazione”.
Per Andrea Filippi della Fp Cgil medici, Biagio Papotto della Cisl medici e Roberto Bonfili della Uil Fpl medici sono queste le premesse indispensabili anche all’individuazione di interventi urgenti e transitori per colmare le gravi carenze che affliggono alcuni servizi sanitari.
I dirigenti sindacali lo affermano, dopo le audizioni separate della dirigenza medica e sanitaria in tema di carenza di medici specialisti del Servizio sanitario nazionale, che si sono svolte al ministero il 30 agosto.
La Fp Cgil medici e dirigenti Ssn, la Cisl medici e la Uil Fpl medici hanno presentato una proposta unitaria “per risolvere il grave problema della carenza del personale della dirigenza che da anni affligge i servizi, in particolare quelli di emergenza-urgenza, frutto dei tagli lineari fatti in questi anni al personale anche in virtù di un indiscriminato blocco del turn-over”. Una proposta “che vuole mantenere coerenza fra le esigenze di programmazione e di riorganizzazione del Ssn e quelle che per caratteristiche di urgenza richiedono più rapidi tempi di attuazione”.
“Riteniamo quindi indispensabile che il confronto si articoli su un programma di ampio respiro che nel risolvere le problematiche emergenti sappia investire sul futuro del Servizio sanitario. Le nostre proposte si situano in una cornice di riferimento che contiene alcuni presupposti fondamentali: definizione degli standard di fabbisogno di personale specifici per ciascuna specializzazione; accesso al Servizio sanitario nazionale consentito solo al conseguimento di una specializzazione o di corsi di formazione di medicina generale, per garantire il completamento dei percorsi formativi, ma soprattutto nel rispetto dei titoli necessari all’accesso alle procedure concorsuali per le assunzioni di personale a tempo determinato e/o indeterminato; trasformazione dei corsi di formazione in medicina generale in scuole di specializzazione con standard formativi e retributivi sovrapponibili a quelle esistenti; revisione del fabbisogno di personale della dirigenza medica e sanitaria anche per l’adeguamento del numero dei contratti di formazione specialistica corrispondenti alle reali esigenze registrate su tutto il territorio nazionale; rinnovamento dei percorsi formativi delle scuole di specializzazione che devono travalicare i confini dei Policlinici universitari e inserirsi nelle realtà territoriali e ospedaliere dei Servizi sanitari regionali anche al fine di consentire una più fluida integrazione e un maggior spettro di esperienze formative dei giovani medici”.

Da queste preliminari considerazioni, fanno sapere Fp Cgil, Cisl medici e la Uil Fpl, “riteniamo sia indispensabile avviare un piano strategico che si articoli su alcuni punti fondamentali: superamento del vincolo dell’1,4% per la spesa del personale imposto alle Regioni dal patto della salute del 2001, e avvio di un piano straordinario di assunzioni di personale a tempo indeterminato in parallelo al completamento dei percorsi di stabilizzazione dei dirigenti precari; incremento del numero delle borse disponibili per le scuole di specializzazione, 9.000 per quelle di formazione specialistica, 3.000 per quelle di formazione di medicina generale; utilizzo, in via esclusivamente transitoria e in assenza di graduatorie utili e vigenti, delle graduatorie della specialistica ambulatoriale per assunzioni di personale dipendente a tempo indeterminato nella cornice contrattuale del contratto nazionale della dirigenza medica e sanitaria, con la possibilità della trasformazione dei contratti in convenzione di tipo parasubordinato della specialistica ambulatoriale in essere in contratti di tipo subordinato propri della dipendenza. A tal proposito si precisa che l’accesso lavorativo negli ospedali del Ssn deve essere consentito esclusivamente per mezzo di assunzioni in ruolo previste dal contratto; utilizzo a livello nazionale di tutte le graduatorie aziendali utili e vigenti per mezzo di una banca dati centralizzata e costantemente aggiornata presso il ministero della Salute; revisione del riconoscimento delle equipollenze specialistiche al fine di garantire risposte ai servizi sanitari con più evidente sofferenza di personale”.
“Abbiamo chiesto e ribadito l’importanza dell’apertura di un tavolo di confronto tecnico urgente e serrato che individui soluzioni a quelle problematiche che denunciamo da anni: integrare gli organici, aumentare i posti per le specializzazioni, ridare sicurezza ai luoghi di lavoro, restituire dignità alla professione dei dirigenti del Ssn a partire dal rinnovo contrattuale ancora dopo dieci anni, ingiustificatamente bloccato”, concludono Filippi, Papotto e Bonfili.