La libertà di stabilimento e la libera prestazione dei servizi sono elementi fondanti del mercato unico, rendendo possibile la mobilità delle imprese e dei professionisti in tutta l’UE. Affinché queste libertà possano essere esercitate, i diplomi e le qualifiche rilasciati a livello nazionale devono essere ampiamente riconosciuti. In vista della loro armonizzazione e del loro reciproco riconoscimento, sono state adottate varie misure, mentre una nuova legislazione è in fase di elaborazione 

Articoli 26 e 53 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE)

Perché studiare in Europa?

Studiare al di fuori dei confini nazionali è sempre più una scelta di molti tra studenti e specializzandi, che scelgono di lasciare temporaneamente il Belpaese per riempire il proprio bagaglio culturale di esperienze e conoscenze, non d’ultime linguistiche e pratiche, tali da renderli competitivi sul mercato del lavoro già al momento della creazione del curriculum professionale.

La possibilità di studiare in Europa e vedersi riconosciuto il proprio percorso e titolo conseguito in Italia, così come in tutti i paesi dell’Unione stessa, è reso possibile da un excursus normativo che di fatto, identifica il diritto dello studente a vedersi riconosciuto il proprio titolo di studio, senza discriminazione alcuna.

Di seguito, definiamo, in pillole le basi giuridiche di quel diritto, spiegando il perché di una possibilità simile.

Quadro normativo

  1. CONVENZIONE DI LISBONA -Legge N. 148 dell’11 luglio 2002;
  2. DIRETTIVA 2005/36/CE del Parlamento e del Consiglio dell’UE;
  3. DIRETTIVA 2006/100/CE;
  4. DECRETO LEGISLATIVO N. 206 DEL 9 NOVEMBRE 2007.

La Convenzione di Lisbona

È Convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all’insegnamento superiore nella Regione europea, firmata a Lisbona l’11 aprile 1997 e successivamente ratificata con Legge 11 luglio 2002, n.148.

La Convenzione nasce con lo scopo di favorire la mobilità interuniversitaria, garantendo il reciproco riconoscimento dei titoli e dei percorsi di studio tra i Paesi firmatari, laddove possibile.

Il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti non è automatico, ma è la legge nazionale a recepire integralmente il testo della Convenzione, ribadendo che la competenza per il riconoscimento dei cicli e dei periodi di studio svolti all’estero e dei titoli di studio stranieri, ai fini dell’accesso all’istruzione superiore, del proseguimento degli studi universitari e del conseguimento dei titoli universitari italiani, è attribuita alle Università ed agli Istituti di istruzione universitaria.

Inoltre la legge 148/2002 dà in capo al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca l’istituzione di una centro nazionale di informazione (ENIC-NARIC).

Per ottenere un “certificato di equipollenza” di un diploma di laurea che equipari il titolo di studio conseguito a quello stesso nel Paese in cui si desidera trasferirsi, sarà quindi competente il centro ENIC/NARIC del paese in cui desideri ottenere l’equipollenza.

In applicazione della suddetta Convenzione, l’Italia ha affidato al CIMEA (Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche), il compito di svolgere le attività di Centro nazionale di informazione sulle procedure di riconoscimento dei titoli vigenti in Italia, sul sistema italiano d’istruzione superiore e sui titoli presenti a livello nazionale, depositando tale designazione presso il Consiglio d’Europa.

La DIRETTIVA 2005/36/CE del Parlamento e del Consiglio dell’Unione Europea

È relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali e sancisce il diritto di esercitare, come lavoratore autonomo o subordinato, una professione in uno Stato membro diverso da quello in cui è stata acquisita la relativa qualifica professionale.

Segue la DIRETTIVA 2006/100/CE, che adegua determinate direttive sulla libera circolazione delle persone, a motivo dell’adesione della Bulgaria e della Romania.

Le ultime due Direttive sopra, come da prassi relativa al recepimento nazionale della normativa sovranazionale e conseguente adeguamento della legislazione interna di ogni Stato membro rispetto ai dictat di mamma Europa, venivano recepite dal sistema legislativo italiano nel 2007, con Decreto Legislativo N. 206 del 9 Novembre 2007.

Detto Decreto “disciplina il riconoscimento, per l’accesso alle professioni regolamentate e il loro esercizio, con esclusione di quelle il cui svolgimento sia riservato dalla legge a professionisti in quanto partecipi sia pure occasionalmente dell’esercizio di pubblici poteri ed in particolare le attività riservate alla professione notarile, delle qualifiche professionali già acquisite in uno o più Stati membri dell’Unione europea, che permettono al titolare di tali qualifiche di esercitare nello Stato membro di origine la professione corrispondente” (Art.1).

Il riconoscimento delle qualifiche professionali operato in base al Decreto permette ai cittadini degli Stati membri dell’Unione europea che vogliano esercitare sul territorio italiano una professione regolamentata in base a qualifiche professionali conseguite in uno Stato membro dell’Unione europea che, in quello Stato, li abilita all’esercizio di detta professione, di accedere – se in possesso dei requisiti specificamente previsti – alla professione corrispondente nello stato italiano e di esercitarla alle stesse condizioni previste dall’ordinamento italiano.

Il supporto della nostra organizzazione

Il Team di SpecializzazioniMedicina.it, in partnership con AISDE, forte di oltre sei anni di esperienza nel settore, è in grado di fornire tutto il supporto necessario a studenti e specializzandi che intendono avviarsi ad un percorso di studi in Europa.

I servizi forniti

  • Tutor dedicato in fase di consulenza;
  • Preparazione di lingua con tutor dedicato (online);
  • Espletamento di tutte le pratiche burocratiche che portano all’iscrizione al corso di laurea e/o di specializzazione;
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