Una data c’è ed è quella del 22 settembre 2020, tanto attesa dai giovani medici individuata dal Ministero dell’Università e della Ricerca per il concorso SSM2020. E sono proprio i giovani medici ad intervenire immediatamente e chiedere al Ministero chiarimenti e garanzie sullo svolgimento del concorso “e in particolare chiediamo – dichiarano dal Sigm, Segretariato Italiano Giovani Medici – sicurezza per le candidate e i candidati nello svolgimento della prova; omogeneità̀ in tutte le sedi di svolgimento; trasparenza delle procedure concorsuali. Il nostro obiettivo, per cui continuiamo a batterci e premere al massimo l’acceleratore è una riforma della formazione medica, unica soluzione per la risoluzione dell’imbuto formativo! Il disegno di legge “Modifiche al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, recante attuazione della direttiva 93/16/CEE in materia di formazione specialistica dei medici” è già̀ stato redatto con la nostra collaborazione durante tutto lo scorso anno e ora fissato negli atti del senato (n. 1519). Ora, chiediamo a gran voce che ci sia la possibilità̀ di discussione, confronto e perfezionamento con tutte le altre realtà̀ interessate e con le istituzioni, il prima possibile.

La manifestazione a Roma e poi a Catania, Napoli. #DistanziatiMaUniti

E proprio un camice grigio, appeso ad una stampella, è stato il 27 maggio a Piazza Montecitorio e il 29 maggio a catania il testimonial muto della protesta degli studenti in Medicina, neolaureati e specializzandi, che chiedono al Governo garanzie precise in merito all’aumento dei posti di specializzazione. Non un “una tantum” per placare gli animi, ma una crescita stabile da qui ai prossimi anni. Per far uscire dalla zona grigia i tanti laureati, ma anche per ridare fiato a un Ssn che con il raggiungimento della gobba pensionistica si troverà sempre più svuotato.

Un cartello di 11 sigle in rappresentanza delle tante anime dei giovani medici (Aisas Associazione Italiana Specializzandi/Specialisti Area Sanità – Als Fattore 2a Associazione Liberi Specializzandi – Anaao Giovani – Federspecializzandi – Gmas Giovani Medici Anti-Sfruttamento – Giovani Medici per l’Italia – Primavera degli studenti – Siamo Futuro Italia – Vento di cambiamento Fenix – Udu Unione degli universitari – Dipartimento Medico alle quali si sono uniti Fp Cgil e Udu) ha quindi voluto denunciare la scarsa attenzione nel Decreto Rilancio alle loro istanze. La promessa di un aumento di 4.200 contratti formativi deve trasformarsi in atti concreti e non solo per il 2020. Perché se anche il piatto si fa più ricco, non riuscirà comunque scacciare il fantasma dell’imbuto formativo.

#DistanziatiMaUniti è stato l’hashtag scelto per questa manifestazione, “Stanchi e stufi delle promesse” lo slogan delle 11 Associazioni. Accanto a studenti e giovani medici, tutti rigorosamente con la mascherina e distanziati, molti parlamentari che nei giorni scorsi hanno sostenuto la protesta: da Carlo Calenda leader di Azione a una folta rappresentanza del Pd (Paola Boldrini, Elena Carnevali, Beatrice Lorenzin e Paolo Siani); dai pentastellati Giulia Grillo ex ministro della Salute e Manuel Tuzi, deputato medico, a Davide Faraone e Vito De Filippo di Italia Viva. E poi ancora Paolo Russo, deputato e oculista di Forza Italia e l’azzurra Maria Stella Gelmini, peraltro fortemente contestata dai giovani camici bianchi, insieme al giovane deputato della Lega Luca Toccalini. Rappresentanti del Parlamento, solo per citarne alcuni, che i giovani camici bianchi hanno ringraziato per la loro “presenza fuori dal Palazzo”, invitandoli a far valere le “nostre ragioni anche dentro il Palazzo”.

Anaao Giovani Medici: “va modificato il sistema post laurea e il sistema della formazione”

 

“È arrivato il momento di attuare un profondo cambiamento – ha spiegato Pierino Di Silverio, responsabile nazionale Anaao Giovani – va modificato il sistema post laurea e il sistema della formazione. Serve un incremento sostanziale e strutturale delle borse di specialità. Bisogna smettere di considerare i medici degli eroi sulla carta ma martiri nella sostanza. Chiediamo, quindi, non un aumento ‘una tantum’ dei posti di specializzazione, una pietra nel grande oceano dell’imbuto formativo che crea soltanto disoccupati di lusso, ma una programmazione da oggi ai prossimi anni. È anche arrivato il momento di cominciare a considerare i medici specializzandi dei veri e propri medici. Bisogna quindi fornire loro tutte le tutele di un contratto, salvaguardando la loro funzione e il loro ruolo nel Ssn. Il Governo non deve dimenticare che far laureare sempre più medici senza investire sul post laurea creerà solo più disoccupati e sempre meno medici specializzati, che magari andranno poi a lavorare all’estero, dove ricevono maggiori garanzie di stabilità”.

Per i giovani medici la protesta è stata un successo: “L’avevamo detto e l’abbiamo fatto – hanno commentato le associazioni dei camici bianchi – abbiamo portato in piazza Montecitorio il numero massimo di persone consentite dalla Questura. Insieme ai colleghi abbiamo manifestato per difendere il futuro del Servizio Sanitario Nazionale, contro l’inadeguato numero di contratti di formazione specialistica e per chiedere una vera riforma dell’iter formativo previsto dalla legge 368 del 1999. A muoverci oggi sono la rabbia e l’esasperazione nei confronti di un sistema che ci imprigiona nell’imbuto formativo, condizione condivisa da ben 39 rappresentanti delle forze politiche di ogni colore, che sono scesi in piazza per ascoltare dalla nostra voce le ragioni della protesta, chiedendo un filo diretto per sostenerla”.

Ma, avvertono, la mobilitazione non termina qui. Come promesso nei giorni scorsi, la tappa di Roma è stata solo l’inizio: “Le mobilitazioni si sposteranno da Montecitorio, dove abbiamo fatto richiesta dell’aumento delle borse statali, ad ogni consiglio regionale per chiedere l’aumento delle borse regionali. Nel frattempo partiranno tavoli di confronto con i rappresentanti dei partiti politici per ragionare sul miglior futuro da garantire ai medici. Non arretreremo di un millimetro finchè le belle promesse cui siamo abituati non diventeranno fatti reali e concreti nel breve termine. Qualora non fosse così, siamo pronti ad inasprire la protesta. Abbiamo diritto ad una formazione, ma che sia di qualità. Per il nostro futuro e per quello della sanità del nostro Paese”.

La Fnoceo esprime solidarietà ai 10mila medici intrappolati nell’imbuto formativo: “garantire a ogni medico che si laurea la possibilità di specializzarsi”

“La Federazione nazionale degli Ordini dei Medici esprime la propria vicinanza ai giovani medici e studenti di medicina che sono scesi in piazza. In particolare, esprime piena solidarietà agli oltre 10mila medici intrappolati nell’imbuto formativo: laureati, abitati, e poi costretti ad attendere, anche per anni, un posto nelle scuole di specializzazione o al Corso per la Medicina Generale. Prigionieri in un limbo fatto di inoccupazione, sottoccupazione, disoccupazione.  Nessuno può voltarsi dall’altra parte: l’imbuto formativo deve essere relegato nelle pagine più nere del passato, non deve mai più essere una realtà. L’obiettivo è uno: arrivare a garantire a ogni medico che si laurea la possibilità di specializzarsi”.

Così il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCeO), a margine del Comitato Centrale fa arrivare la sua vicinanza alle 11 sigle di giovani medici e studenti che hanno protestato davanti a Montecitorio.

“La FNOMCeO lavora da anni per azzerare l’imbuto formativo – continua Anelli -. E il Consiglio nazionale, composto dai 106 presidenti degli Ordini territoriali, ha approvato un progetto di riforma, che veda la formazione del medico diventare un unicum dall’ingresso in Medicina fino al diploma di specializzazione o al diploma di formazione in Medicina generale. Questo potrebbe essere anticipato da un percorso, durante gli ultimi anni delle superiori, che vada a far parte del curriculum e dia crediti per l’accesso”.

“Occorre ancora un ulteriore sforzo, per portare a 2000 il numero di borse per la Medicina Generale e allineare il numero di laureati di quest’anno a quello degli accessi ai percorsi post lauream”

“Ora finalmente anche la politica sembra aver compreso la gravità della situazione, ed aver dato un taglio alle programmazioni miopi del passato – aggiunge ancora -. Solo con il Decreto Rilancio sono stati stanziati fondi per 4200 borse di studio in più. Occorre ancora un ulteriore sforzo, per portare a 2000 il numero di borse per la Medicina Generale e per allineare il numero di laureati di quest’anno a quello degli accessi ai percorsi post lauream”.

“Per il futuro è ormai improcrastinabile un progetto di riforma per cui ogni futuro laureato abbia, sin dal suo ingresso a Medicina, una borsa pronta ad aspettarlo – conclude -. Per questo abbiamo molto apprezzato la proposta avanzata ieri dai parlamentari del Pd, che va proprio in questa direzione. Ora siamo certi che alle dichiarazioni d’intenti seguiranno i fatti, con la presentazione di emendamenti durante l’iter di conversione in Legge del Decreto Rilancio”.

 

Fonte: Anaao Giovani, Fnomceo, Quotidiano Sanità

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